Serre Bio Climatiche


Rappresenta un semplice sistema di risparmio energetico nell'edilizia, ottenibile anche, nel caso di recupero edilizio, attraverso la chiusura di balconi, terrazze, logge, altane e simili. Il suo funzionamento è dato da ampie superfici vetrate, che consentono ai raggi solari di penetrare all'interno del volume e di ottenere così un aumento del calore e dell'illuminazione naturale. Svariati, comunque, possono essere gli usi dell'energia naturale che la serra apporta, se tra la differenza della struttura con la serra e l'analoga, ma senza captazione, si delinea in ogni caso un abbassamento dei consumi energetici L'aspetto più interessante per la serra solare (che viene detta anche serra bioclimatica) è dato dalla disciplina normativa che alcune Amministrazioni ad essa riconducono. Purtroppo, se non correttamente valutata, una serra solare può essere confusa con un mero aumento di volumetria o, addirittura, in abuso edilizio soggetto alla demolizione. In questi casi bisogna distinguere che non tutte le strutture hanno la capacità di essere considerate delle serre captanti, ma solo quelle rivolte a sud, là dove, per le condizioni di irraggiamento solare, le superfici opache risultano illuminate per un apprezzabile lasso di tempo. Ciò significa che, nell'arco di una giornata tipo, la serra deve ricevere sufficientemente sole da riscaldare gli ambienti interni, avuto riguardo al fine per il quale viene realizzata, cioè il risparmio energetico. Da ciò si ricava che, una serra solare, da scomputarsi dalla volumetria astrattamente realizzata, è soltanto quella che permette ai raggi solari di penetrare e di ottenere luce e calore in maniera efficiente rispetto al fine per il quale è preposta. La serra solare (e in senso ampio, tutto ciò che comporta un risparmio energetico) è fortemente tutelato da leggi comunitarie, nazionali e regionali. In questa ottica, gli Enti Locali hanno l'obbligo imposto dalla legge di vigilanza sulla bioedilizia, affinché venga sempre osservata la fattibilità e la conseguente realizzazione di opere che comportano un risparmio energetico; e in questa strada, molti regolamenti edilizi si stanno muovendo in senso positivo. I pubblici ufficiali che non vigilano affinché sia osservata la bioedilizia ovvero, errando, ordinano la demolizione di opere biosostenibili, rispondono in sede di contenzioso amministrativo e sono anche penalmente perseguibili. Ai sensi dell'art. 1 della L. 10/1991, le opere di edilizia eco-sostenibile sono considerate di pubblico interesse, equiparate alle opere indifferibili ed urgenti. All'art. 123 del D.P.R. 380/2001 (derivato dall'art. 26 della predetta L. 10/1991), le opere di bioedilizia non necessitano di autorizzazione specifica, ma a semplice comunicazione di inizio lavori. La normativa regionale, negli ultimi anni, si è orientata in tal senso, con procedure più snelle, volte a favorire ed incentivare (anche economicamente) l'edilizia realizzata al fine del risparmio energetico.